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Foto a Caso

CACCIA ALLE STREGHE ,CACCIA ALLA NOTIZIA A TUTTI I COSTI PDF Stampa E-mail

Ultimamente in tv si assiste alla caccia alle streghe. Ormai l’opinione pubblica crede che chi ha in casa dei cardellini sia un bracconiere o un criminale ,quando invece ci sono allevatori autorizzati.Gli allevatori sono contro il bracconaggio , ma ora sono preoccupati da cio’ che si vede in televisione e  cio’ che e’ accaduto ad alcuni allevatori regolari e negozianti. In alcuni filmati di Striscia la notizia si sono visti assalti di alcuni volontari che non si e’ ancora capito di quali poteri di polizia giudiziaria siano in possesso. Si sono visti intenti in una perquisizione a casa di un negoziante ,maneggiare fucili e pistole. Tutti hanno notato scaricare una pistola facendo cadere il proiettile sul letto. La cosa scioccante che non tutti sanno ,e’ che se fosse vero cio’ che hanno dichiarato in televisione, che il negoziante aveva 9 fucili e due pistole detenute illegalmente ,come mai due giorni dopo questa persona era al mercato con la sua bancarella a vendere?Il negozio e’ attualmente aperto.
Ha fatto piu’ scalpore vedere il paladino degli animali Stoppa liberare una sottospecie del sud di cardellino al nord e dal filmato se ne vedevano molti in pessime condizioni. Sono stati mandati a morire nei campi limitrofi. Si sono visti altri servizi con liberazioni  a morte. Cardellini abituati ad un’alimentazione diversa , una temperatura che a differenza delle zone della Malpensa o Mondovi’che e’ scesa a 13 gradi sotto zero e’ molto piu’ mite.
Ce ne sarebbero molte di cose da dire e non si finirebbe piu’.
L’ultimo intervento del paladino degli animali a Varese . ZOO VARESE nasce nel 1962 ed oggi si estende su una superficie di 10000 metri quadrati.
La solita pantomima sul maltrattamento e in Italia vedendo quelle immagini si puo’ pensare ad un lager. Il giorno dopo il servizio la forestale e l’ASL hanno fatto dei controlli. Di seguito il comunicato stampa.

                                                         STUDIO LEGALE BACILLIERI
                                                          Via Goito, 8 - 40126 Bologna
                                                     Tel. 051 6569625 - Fax 051 2759026
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                                                         COMUNICATO STAMPA

In relazione alle ispezioni igienico-sanitarie effettuate in data 15 e 16.02.2010 dall'Azienda Sanitaria - A.S.L. della provincia di Varese, dal Corpo Forestale dello Stato e dal medico veterinario nominato quale consulente effettuate presso i locati della ditta Zoo Varese di Lamperti Gianbattista sita in Varese. lo StudioLegale Bacillieri e Giordani, nella persona dell'Avv. Massimiliano Baciliieri, legale di fiducia di Zoo Varese.intende precisare quanto segue.
Come da verbale di sopralluogo e rilievo del Corpo Forestale dello Stato - Comando Provinciale di Varese,
l'ispezione d.d. 15.02.2010 era diretta alla verifica dell'idoneità delle strutture di stabulazione e delle
metodiche gestionali nonché alla raccolta delle evidenze cliniche e comportamentali degli animali.
A tal proposito si specifica che lo stato sanitario generale degli animali, con particolare riguardo ai volatili, e
risultato buono, anche alla luce di una valutazione di parametri specifici quali la livrea. I medici veterinari
incaricati hanno quindi certificato il rispetto dei requisiti di benessere animale e l'assenza di qualsivoglia
condizione di maltrattamento.
A differenza di quanto emerso in un servizio televisivo gravemente
diffamatorio, in merito al quale non si esclude l'esperimento di un'azione legale, il contenimento di un
esemplare di pappagallo Ara cloropthera in una gabbia di ridotte dimensioni. lungi dal configurare una
condotta di maltrattamento, risulta raccomandato dal medico veterinario che ha in cura l'animale, al solo fine
di isolarlo e facilitarne la cattura per la somministrazione dei farmaci prescritti.
La corretta e responsabile custodia degli animali e testimoniata dall'abbondante disponibilità per gli stessi di
acqua e cibo, peraltro di alta qualità, nonché dalla pulizia quotidiana delle strutture, con assenza di odori
sgradevoli o deiezioni in eccesso. Con riguardo alle strutture di stabulazione, é stato accertato che le stesse,
nel rispetto delle cubature minime necessarie per la detenzione temporanea, sono costruite e mantenute in
modo idoneo nonché ubicate in locali riscaldati, areati e illuminati secondo le necessita delle singole specie.
In data 16.02.2010 I'A.S.L. della provincia di Varese ha effettuato un ulteriore controllo a campione
sull'alimentazione degli animali, lo stato di conservazione degli alimenti e di pulizia delle mangiatoie e la
somministrazione dei farmaci prescritti agli animali in terapia. L'esito delle operazioni condotte rispecchia,
fornendo nuova conferma, quanto riscontrato nella giornata precedente.
Questa difesa ritiene doveroso sottolineare che non sussiste alcuna detenzione illecita di animali o
violazione della disciplina di settore, come non esiste alcun maltrattamento o detenzione incompatibile con la natura degli animali stessi.



Sta bene che molte volte hanno fatto servizi giusti ,ma e’ ora che noi allevatori ci uniamo per far cessare questi abusi.
Se prima credevo a quello che vedevo , ora qualsiasi cosa trasmetta Striscia la valuto attentamente. Siamo sicuri che abbiano davvero tentato di appiccare fuoco alla casa di legno di Stoppa?
Per finire l’articolo sulla querela di Federfauna nei confronti di Striscia la Notizia e quello del vice presidente ANMVI dott. Lorenzo Crosta.

FEDERFAUNA SULLA QUESTIONE DEI CARDELLINI

Quando il sequestro spettacolo diventa reato. La societa’ civile ha tanti motivi per essere contraria al bracconaggio e al commercio illegale di fauna selvatica ed esotica. I cacciatori, gli allevatori, i commercianti di animali, hanno “piu’” di tanti motivi per essere contrari a questi fenomeni: essi oltre a provocare i tanti danni gia’ arcinoti a tutti, penalizzano pesantemente le loro attivita’. E, lo ricordiamo, sono numerosissime le famiglie Italiane, che con le attivita’ legali connesse agli animali, sfamano i loro figli.
FederFauna e’ percio’ in prima linea a sostenere iniziative tese a contrastare tali attivita’ illegali, ma questo non deve portare a compiere altri reati che possono danneggiare tante persone ed anche gli stessi animali che tutti dicono di voler tutelare. E’ per questi motivi che in mattinata FederFauna ha depositato una denuncia querela per maltrattamento di animali, falso ed altri reati, nei confronti, rispettivamente, di Edoardo Stoppa, e di altre persone coinvolte nella realizzazione e diffusione di un servizio recentemente apparso su Striscialanotizia. Il servizio in questione, datato 19 gennaio, racconta di un’operazione condotta contro alcuni probabili trafficanti di cardellini.
Nella prima parte si assiste ad una conversazione telefonica tra un uomo girato di spalle e il presunto trafficante. L’uomo di spalle commissiona alcuni cardellini. Nella seconda parte, quando i presunti trafficanti si recano all’appuntamento, la voce narrante di Ezio Greggio dice: “all’improvviso entrano in azione gli agenti del Corpo Forestale, da tempo sulle tracce dei bracconieri” ma le immagini ritraggono l’arrivo di alcune auto che non sembrano essere auto di servizio del Corpo Forestale. Poco dopo Ezio Greggio dice: “gli agenti del NOA hanno sequestrato gli uccellini”.
Segue un’intervista di Edoardo Stoppa ad uno di tre uomini, tutti col volto coperto da un passamontagna che ricorda molto quello usato dagli adepti di “Animal Liberation Front” e con al collo un distintivo non ben identificabile dalle immagini. L’intervistato dichiara: “questo e’ il risultato di un’attivita’ investigativa sul bracconaggio e traffico di animali protetti che ricordo e’ un’attività illecita inserita nel rapporto della zoomafia ogni anno redatta dal Ministero dell’Interno.
I proventi di questo traffico illecito dai nostri studi servono per finanziare attivita’ illecite della criminalita’ stessa”. E quando Edoardo Stoppa dice: “i numeri di questi traffici sono enormi”, l’intervistato dichiara: “raggiungono degli importi di danaro molto alti. Per quanto riguarda il traffico di fauna selvatica si raggiungono anche importi di tre miliardi di euro all’anno”. Il servizio termina con Edoardo Stoppa che libera in campagna gli uccelli che dice essere “i sopravvissuti”. La Societa’ Italiana Veterinari Animali Esotici ha cosi’ commentato la liberazione: “Liberare dei cardellini nelle gelide langhe di Mondovi’ puo’ voler dire condannarli a morte”. “Non basta aspettare che smetta di nevicare, c’e’ una biologia da considerare attentamente, dato che questi uccelli non possono sopravvivere a condizioni climatiche e ambientali come quelle dell’inverno cuneese”… “E questo senza contare il possibile trasferimento di patogeni indigeni delle zone d’origine degli uccelli contrabbandati (dei quali in realta’ non sappiamo neppure realmente la provenienza), alle popolazioni locali del Piemonte…”.
Ma questo non sarebbe l’unico punto su cui FederFauna chiede alla Magistratura di indagare, infatti, il “Rapporto Zoomafia” non e’ redatto dal Ministero dell’Interno, ma dall’Associazione LAV – Lega Anti Vivisezione, che e’ una associazione animalista ONLUS e che nulla a che vedere con lo Stato e, anche pur volendo assegnare una qualche veridicita’ a tale rapporto, questo, nell’edizione 2009 riporta per il “Traffico fauna selvatica o esotica, bracconaggio”, un giro d’affari di 500 milioni e solo per “Introito complessivo zoomafia” 3 miliardi.
Inoltre, esiste si un “Nucleo Operativo Antibracconaggio” (NOA), istituito con Decreto del Capo del Corpo Forestale dello Stato nel dicembre 2005, ma esiste anche un “Nucleo Operativo Interregionale Antibracconaggio” (anche questo NOA) che fa capo a O.I.P.A., altra associazione animalista che nulla a che vedere con lo Stato, che avrebbe sede proprio a Fossano (CN), loc. Piovani 94 e, si sa, le guardie venatorie o zoofile volontarie non hanno gli stessi compiti e poteri degli agenti del Corpo Forestale dello Stato.
Di chi erano i volti coperti?
Chi ha ordinato i cardellini?                
Fonte   http://www.federfauna.org    

CARDELLINI LIBERATI, SIVAE: E’ CONDANNA A MORTE

29-01-2010
"Liberare dei cardellini nelle gelide langhe di Mondovì può voler dire condannarli a morte". Il Vice Presidente dell'ANMVI Lorenzo Crosta commenta l'iniziativa di Edoardo Stoppa, l'inviato di Striscia la Notizia che alcune sere fa ha denunciato la persistenza di traffici illegali di uccelli nel nostro Paese concludendo con la liberazione di numerosi esemplari sequestrati da NOA, "sopravvissuti e rifocillati". Sono uccelli "che probabilmente non sopravvivranno a queste condizioni climatiche e ambientali".
"Non basta aspettare che smetta di nevicare, c'è una biologia da considerare attentamente, dato che questi uccelli non possono sopravvivere a condizioni climatiche e ambientali come quelle dell'inverno cuneese" aggiunge Lorenzo Crosta che spiega: "in ambito europeo il Cardellino è una specie sia stanziale, sia migratrice. In Italia è presente tutto l'anno, con sottopopolazioni ben differenziate ed adattate all'ecosistema in cui vivono. Mentre la gran parte del territorio nazionale è popolata dalla sottospecie nominale (Carduelis carduelis carduelis), le isole maggiori e parte del Meridione ospitano un'altra sottospecie (Carduelis c. tschusii), che presenta caratteristiche morfologiche ed etologiche differenti. Ora, benché la liberazione di alcune centinaia di piccoli uccelli contrabbandati illegalmente sia molto bella da vedere e faccia senz'altro notizia, pretendere che degli animali di taglia così ridotta e con un metabolismo tanto rapido siano in grado di sopravvivere a un brusco cambio di clima, ambiente e disponibilità alimentari, è come minimo molto ingenuo. E questo senza contare il possibile trasferimento di patogeni indigeni delle zone d'origine degli uccelli contrabbandati (dei quali in realtà non sappiamo neppure realmente la provenienza), alle popolazioni locali del Piemonte: ci preoccupiamo di problemi come l'influenza aviare, endemica in specie migratrici come oche ed anatre e poi liberiamo 500 uccellini, stressati dalle tremende condizioni di detenzione e trasporto e che, proprio per lo stress, dissemineranno milioni di particelle virali e batteriche. Invece sarebbe stato corretto operare il sequestro, verificare obiettivamente (attraverso dei veterinari) lo stato di salute dei cardellini, verificarne obiettivamente la sottospecie o la sottopopolazione (attraverso degli zoologi) e quindi decidere il da farsi.
Il servizio televisivo andato in onda qualche giorno fa mostra una partita illegale di cardellini, circa 430 esemplari, arrivati stipati in un auto nella campagna innevata di Mondovì (Cuneo) dopo più di 1000 km e 15 ore di viaggio. L'intervento del NOA dispone il sequestro della partita e gli agenti dichiarano ai microfoni di Striscia la Notizia che i trafficanti utilizzano i proventi illeciti per il finanziamento di attività illegali e che la zoo mafia registra un malaffare da 3 miliardi di euro all'anno solo per le attività di bracconaggio ai danni della fauna selvatica e di specie protette.
"E' meritoria ogni iniziativa di denuncia dei traffici illegali così come ogni intervento per ripristinare la legalità, ed è fuori discussione che i poveri uccelli venivano trasportati in condizioni pietose, ma spesso queste operazioni di "salvezza" si rivelano drammaticamente ingenue e non confortate da altro che buoni sentimenti - conclude Crosta- è indispensabile quindi lavorare per una definizione normativa del benessere dei cosiddetti "animali esotici" e non convenzionali anche per evitare che il post-sequestro si riveli fatale per esemplari che richiedono una gestione competente e rigorosa" .
A questo riguardo la SIVAE è prossima alla presentazione di linee guida di salute e benessere al Ministero della Salute
Fonte     http://www.anmvioggi.it/search/node/cardellini

http://www.striscialanotizia.mediase..._02_stop11.flv
 
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