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I PARROCI CONTRO IL SERVIZIO DI STRISCIA PDF Stampa E-mail
la Gazzetta di Reggio — 04 marzo 2010   pagina 30   sezione: PROVINCIA
  LIGONCHIO. Ha fatto discutere il servizio mandato in onda lunedì da Striscia la Notizia, tg satirico di Canale 5, in cui l’inviato incaricato di servizi sui maltrattamenti di animali, Edoardo Stoppa, ha fatto visita a un’azienda agricola di Ligonchio, filmando la situazione. Immagini dure, e nel servizio si vede l’allevatore reagire verso la troupe. I due co-parroci, don Daniele Patti e don Filippo Capotorto, in una lettera, invitano a non dimenticare che la forza del mezzo televisivo può stravolgere la vita delle persone coinvolte.  «Noi non ci stiamo al seminare cattiveria attraverso denunce più o meno anonime fatte alla televisione - attaccano i due sacerdoti - Se si vuole cercare di fare giustizia si ricorre ai tribunali, alle autorità competenti... Così non si cerca la giustizia, ma solo vendetta e voler fare del male... Noi non ci stiamo a questo uso e abuso della televisione, che presenta le immagini che vuole, che le commenta come vuole, che le fa vedere in modo che esprimano e convincano di quello che si vuole... Anche con una telecamera si può fare violenza, violenza alle persone e violenza alla verità... Anche una telecamera può diventare un’arma, una sopraffazione, un abuso di potere...  Noi non ci stiamo a mettere in piazza come delinquenti della “povera gente”, che hanno o avranno le loro colpe, ma di sicuro non sono persone che si stanno arricchendo alle spalle degli altri e nemmeno grazie all’illegalità, e che comunque bene o male lavorano, faticano e tribolano...  Non si tratta né di giustificare e nemmeno di essere buonisti, ma semplicemente si tratta di non perdere di vista l’uomo, la situazione umana...  Noi non ci stiamo a esasperare gli animi, le persone, soprattutto approfittando della propria posizione di forza, o dell’impossibilità per gli altri di difendersi...  La giustizia va sempre cercata, ma non può diventare né ricerca di vendetta, né ricerca di audience o di facili consensi...  Noi non ci stiamo a lasciarci manipolare dalle televisioni... Noi non ci stiamo a stare in silenzio o far finta di niente, ma vorremmo contribuire a una riflessione e a un superamento, sia delle divisioni sia delle indifferenze (e questo guardando anche al di là di questo caso)...  Noi chiediamo, cerchiamo e speriamo di non sprofondare in questo fango che ha invaso il nostro piccolo paese e di poter coniugare insieme alla giustizia e alla legalità, anche altri termini come: tolleranza, solidarietà, benevolenza, pazienza, carità, rispetto, amicizia, attenzione a chi è più piccolo, perdono...  Per trovare o ritrovare i valori veri della vita di paese, della vita di montagna, della vita umana e, magari, anche cristiana...  Rispettiamo le autorità e gli organi competenti, a cui giustamente lasciamo il compito delle valutazioni sanitarie, legali e giuridiche, non vogliamo certamente sostituirci a loro o sparare sentenze...  Come parroci di tutti (senza distinzione di alcun genere) siamo disponibili per quanto si possa fare per la pacificazione fra le parti e ad approfondire le riflessioni con quanti sono interessati alla ricerca del bene comune». - I parroci don Daniele / e don Filippo
 
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