Di Luigi Simonetta
Vi voglio proporre due brevi poesie a soggetto “canarinicolo” scritti da due autori famosi. I primi versi sono quelli di un sonetto del grande poeta romano Giuseppe Gioacchino Belli (1791–1863) che scrisse, in dialetto romanesco, una miriade di versi arguti e divertenti in cui dipingeva con efficacia la vita e il pensiero della popolazione della capitale. In questo sonetto descrive i canarini “gialli come due cuori di lattuga” che una suora gli regalò dopo che il gatto di un amico gli aveva fatto volare il cardellino: il poeta osserva con amore come i due s’imbecchino dopo aver mangiato la “canapuccia” con il maschio che sostituisce la femmina quando questa s’allontana dal nido e finisce paragonando la femmina in cova con le ali semiaperte (evidentemente faceva caldo) al Papa in trono col suo manto dorato.
L’uscelletti de razza
Doppo ch’er gatto tuo diede la fuga ar mi’ cardello, la madre Vicaria m’arigalò un canario e una canaria ggialli come du’ scicci de lattuga. Quanti sò cari! Lei sciangotta,ruga, spizzica er becco ar maschio, e cce se svaria; e questo canta, quanno sente l’aria, come er fischietto a acqua che sse suga. Mó la femmina ar nido ha ffatto l’ova, e cquanno va a mmaggnà la canipuccia presto vola er marito e jje le cova. Si ttu vvedi la femmina, coll’ale mezz’aperte covanno in quella cuccia, pare un Papa in zedione cor piviale. 30 aprile 1835
Umberto Saba (1883-1957), grande poeta triestino, è invece l’autore della poesia che segue in cui cerca di spiegare il suo amore per i piccoli uccelli a un giovane amico che si interessa invece soltanto di politica. Saba scrisse diverse poesie a soggetto ornitologico ed ebbe sempre in casa gabbiette con cantori, principalmente nostrani. A un giovane comunista
Ho in casa – come vedi – un canarino. Giallo screziato di verde. Sua madre certo, o suo padre, nacque lucherino.
E’ un ibrido. E mi piace meglio in quanto nostrano. Mi diverte la sua grazia, mi diletta il suo canto. Torno in sua cara compagnia, bambino.
Ma tu pensi: I poeti sono matti. Guardi appena; lo trovi stupidino. Ti piace più Togliatti.
 Umberto Saba con i suoi canarini |