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Nella mia lunga “carriera” di allevatore ho allevato un po’ di tutto: arricciati, lizard, indigeni, esotici, diamanti di Gould e spinus. Attualmente mi dedico esclusivamente ai Cardinalini del Venezuela, sia normali che mutati e ai grandi pappagalli. Ho la fortuna di disporre di uno spazio notevole dove ho costruito una serie di voliere (vedi sezione “visite agli allevamenti”) che sono indispensabili per chi voglia allevare con successo i grandi pappagalli. Questi attraenti uccelli che uniscono alla bellezza del piumaggio il fascino di un comportamento assolutamente personalizzato dovuto alla notevole intelligenza che li contraddistingue richiedono anche molta pazienza perché hanno tempi riproduttivi molto lunghi e condizionati dall’ambiente e dall’alimentazione. I grandi psittacidi si riproducono solo quando sono perfettamente a loro agio nell’ambiente in cui si trovano e richiedono grande tranquillità  Manfredda con un cacatua roseicapilla Le voliere in cui ospito i miei amici alati variano da una lunghezza minima di tre metri fino a un massimo di cinque; tutti gli aviari hanno il fronte schermato in modo che le persone che passano dal giardino non siano di disturbo e hanno scoperto parzialmente il tetto e la parte posteriore rivolta verso una siepe ricca di vegetazione. Lascio stabilmente nelle voliere i grandi nidi in legno, alcuni a cassetta normale, altri con anticamera e corridoio d’ingresso (opera dell’amico Arcelli) per permettere ai soggetti di familiarizzare con le attrezzature. I soggetti hanno a disposizione vasche per bere e bagnarsi. Le are e i cacatua fanno anche il bagno nella vasca però amano maggiormente la doccia, in particolare le cloroptera che, quando vengono spruzzate, dimostrano vistosamente il loro gradimento restando ferme sotto gli spruzzi con le ali allargate ed emettendo un caratteristico verso di piacere.  coppia di ara cloroptera I grandi pappagalli sopportano bene anche temperature molto basse, fino ai meno 10 gradi. D’inverno però chiudo le parti scoperte degli aviari con fogli di plexiglass e una fitta rete in tessuto, per cui raramente gela all’interno delle voliere. L’alimentazione base dei miei pappagalli è il misto di semi della Witte-Molen con frutta (particolarmente gradita la mela) e verdura. Fornisco ai riproduttori anche pastoncino all’uovo, uova sode e camole della farina che però non sono molto consumati. Nella fase di allevamento dei piccoli metto a disposizione dei riproduttori anche pane inzuppato nel latte.  Voliera dei monaci  Nido dei monaci Unica voliera col frontale aperto (immersa però nel verde e con la parte superiore schermata) è quella più grande che ospita la piccola comunità di pappagallo monaco con il loro voluminoso nido comunitario. Questo aviario misura metri 3x5x3,5 di altezza, inizialmente ospitava due coppie ora sono rimaste tre femmine e un maschio per cui due femmine fanno il nido e depongono uova infeconde mentre la vera coppia ha deposto quest’anno 7 uova tutte feconde e regolarmente schiuse. I piccoli vengono allevati dai genitori senza problemi; ho tolto solo l’ultimo nato e allevo il piccolo a mano. I monaci costruiscono su un ripiano in rete un enorme nido di ramaglie in mezzo a cui costruiscono con rametti più fini e paglia delle camere con lunghi corridoi d’entrata. Per anellare i piccoli, devo smantellare i corridoi d’ingresso che la coppia, con pazienza, ricostruisce. Generalmente lascio i nidiacei ai genitori a meno che siano destinati ad amatori che desiderano svezzarli a mano perché diventino docili e confidenti. In questo caso li prelevo dal nido quando hanno una dozzina di giorni. Sempre a mano, negli anni precedenti ho allevavo numerosi piccoli di are ararauna; poi purtroppo è morta la vecchia femmina e la nuova ancora non si riproduce. Confido di ottenere presto la riproduzione della bella coppia di cacatua delle Molucche la cui femmina frequenta da tempo il nido.  Coppia di cacatua delle Molucche Già da due anni si riproduce invece la coppia di amazzoni di Cuba di cui parlo a parte in un articolo specifico.  Amazzone di cuba L’ultimo arrivo del mio allevamento è un bel maschio di conuro dorato (Guarouba guarouba) che mi è arrivato da poco, direttamente dal Loro Parque di Tenerife e che ancora ospito, assieme alla femmina, in un gabbione all’interno di casa mia.  Coppia di Guaruba Ho avuto anche diverse coppie di parrocchetti dal collare che mi piacevano molto, anche per le meravigliose varietà di colore che sono state selezionate in questi anni. Erano anche allevatori eccezionali e di grande robustezza e mi sono deciso a cedere le sette coppie che avevo solo perché troppo rumorose. Gridavano come dei pazzi e il loro verso forte e disarmonico era veramente insopportabile. Qui vi presento una selezione di altre foto dei miei soggetti:  Ara ararauna  Cenerini  Coppia di cacatua delle molucche  Cacatua delle Molucche in atteggiamento aggressivo  Maschio di cacatua delle Molucche  Maschio di cacatua delle Molucche  Coppia di cacatua di Leadbeater  Tre monaci adulti  Cacatua citrino
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